Nel nostro paese vivono tre specie di testuggine: la Testudo Hermanni, la Graeca e la Marginata. Di queste, la marginata è quella che può raggiungere le dimensioni maggiori: gli esemplari adulti possono arrivare a misurare 35 cm di carapace. Il loro peso può superare i 5 Kg. La marginata si distingue facilmente rispetto alle altre due specie di testuggine: il suo carapace è di colore scuro (verde, marrone o quasi nero) a volte intervallato da striature giallastre che scompaiono con il passare degli anni. Anche la sua forma allungata è caratteristica, la parte posteriore del carapace è svasata a campana, allargata e dentata. Possiede un solo scudo sopracaudale e non ha astuccio corneo sulla coda. Il maschio, rispetto alla femmina, presenta il piastrone più o meno incavato e la sua coda è decisamente più grossa.

DISTRIBUZIONE.   La Testudo marginata è originaria della penisola Greca e con ogni probabilità anche del suo arcipelago. Dalla Grecia fu esportata in Albania, nelle isole dello Ionio e dell'Egeo, nell' isola di Malta e Cipro e in Italia. In Sardegna la testuggine è stata naturalizzata a più riprese tra il XVIII e il XIX secolo ma, sicuramente, l'importazione dei primi esemplari risale a tempi più antichi e fu opera dei monaci francescani per motivi culinari. Le prime immissioni nell'isola sarda avvennero in una località chiamata Pausania e a Golfo Aranci. Successivamente il rettile fu introdotto in varie zone della Gallura: Tempio; Olbia, S.Teresa ed in diverse isolette come S.Maria, Maddalena, Caprera, Tavolara, Molara e S.Pietro. Durante la seconda guerra mondiale il numero delle testuggini in Italia crebbe grazie alle importazioni avvenute ad opera dei tedeschi. In Sardegna e più precisamente in Gallura, la Testudo marginata si è perfettamente acclimatata ed adattata e non è difficile incontrarne un esemplare che cammina ai bordi di un viottolo di campagna o ai margini delle macchie. Al di fuori della Gallura, probabilmente, vive qualcuno di questi animali nelle zone del Campidano e dell'Ogliastra. In Italia sono stati segnalati rari esemplari in Calabria, nei dintorni di Napoli, presso Terracina, nel parco nazionale del Circeo (Lazio) e in alcuni territori della Toscana e dell'Emilia Romagna.  In Sardegna, la marginata fu introdotta inizialmente dall'uomo per cibarsene. Le cronache tramandano che i cenobiti la preferivano a tutte le altre testuggini europee per le sue abbondanti e saporite carni. Veniva quindi alimentata e fatta riprodurre. Inoltre aveva l'incredibile "onore" di poter essere mangiata di venerdì e negli altri giorni di astinenza previsti dal calendario liturgico. Oltre tutto questo, per le sue grosse dimensioni e il gradevole aspetto del carapace e del piastrone, veniva ammazzata per ricavarne oggetti di ogni tipo.

CARATTERISTICHE.    La Testudo marginata è un rettile dell'ordine dei cheloni e del sottordine delle testudinidae. Fra le testudinidae si possono contare una sessantina di specie distribuite in tutto il mondo. La marginata è un animale a sangue freddo, regola quindi la sua temperatura esponendosi ai raggi del sole o riparandosene quando le temperature sono troppo alte. All'arrivo dei mesi freddi si cerca un rifugio fra la vegetazione, magari interrandosi parzialmente, dove rimarrà immobile fino alla Primavera. Non esiste un preciso periodo in cui la tartaruga vada in letargo o in cui finisca il suo riposo invernale; esso dipende molto dalle condizioni climatiche del luogo in cui vive. In Sardegna è spesso possibile che alcune giornate di Dicembre siano inaspettatamente calde e che le tartarughe interrompano momentaneamente il loro letargo per esporsi qualche ora ai raggi del sole. Lo stesso può avvenire nel mese di Febbraio e negli altri periodi dell'anno caratterizzati dall'instabilità delle temperature e dalla variabilità del tempo.(vedi Il letargo)

La piena ripresa della loro attività si può far riferire ad uno spazio di tempo che va da fine Febbraio alla fine di Marzo. Nei primi giorni dopo il risveglio dal sonno invernale, tali animali sono occupati a riscaldarsi durante le ore in cui i raggi solari sono più intensi. Molto presto iniziano i corteggiamenti ed i rituali amorosi che si rivelano inaspettatamente vivaci: il maschio cerca inizialmente di morsicare le zampe della femmina (e a volte ci riesce) dopo alcuni minuti sbatte, con violenza e più volte, il proprio piastrone sul carapace della femmina, la insegue, le gira intorno fino a quando inizia il vero e proprio rapporto che è accompagnato da alcuni acuti versi emessi dal maschio con la bocca aperta. (Per maggiori dettagli sul rapporto e per le fotografie visita la pagina "L'accoppiamento"). Verso Maggio-Giugno la femmina comincia a cercare un posto dove deporre le uova scavando qualche buca di prova, fino a quando, scelto un punto ben esposto al sole, depone 8-10 uova in una fossetta scavata con le zampe posteriori. Ricopre poi tutto accuratamente senza lasciar segno del suo lavoro. Tale operazione può richiedere anche molte ore. L'incubazione, alla temperatura di 25-33 gradi si svolge in 2-4 mesi. Appena nati i piccoli misurano 3-4 cm, raddoppiano le loro dimensioni nei primi mesi di vita che sono per loro i più pericolosi in quanto il loro carapace non è ancora duro. La sua calcificazione completa richiede circa 3-4 anni. La mortalità nei primi periodi della loro vita è molto alta. Muoiono per incapacità a nutrirsi, per infezioni, affogate in piccole pozzanghere o, più frequentemente, tra le fauci dei molti predatori. Più passa il tempo più diminuiscono tutti i fattori di rischio. La Testudo marginata può vivere per moltissimi anni, si prevede per lei una sopravvivenza oltre i 100 anni ma non ci sono dati che lo dimostrino. Una femmina di circa 10 anni, prelevata nel Peloponneso (dintorni di Artemisia) nel 1963, è tuttora in vita.

Qui sotto sono riportate le cartine d'Italia dove viene evidenziata la distribuzione delle tre Testudo europee (le cartine sono di qualche anno fa. Al giorno d'oggi gli esemplari in natura sono sicuramente diminuiti e quindi in alcuni punti, segnalati qua sotto, le tartarughe potrebbero non essere più presenti) 

distribuzione della testudo marginata in Italia

distribuzione della testudo graeca in Italia

distribuzione della testudo hermanni in Italia

 Testudo marginata

Testudo graeca

Testudo hermanni

 

EMAIL

Avanti